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Release date: 05/19/2016

All’insegna del binomio cultura/cibo e nell’ottica di valorizzare la tradizione gastronomica della città -che rappresenta parte integrante dell’offerta culturale proposta ai visitatori - Zètema Progetto Cultura aderisce all’iniziativa “Cibo dell’Accoglienza – Bisaccia del Pellegrino”, promossa da ARM – Azienda Romana Mercati su mandato della Camera di Commercio di Roma, in occasione del Giubileo della Misericordia.

Grazie ad un accordo con ARM, turisti e pellegrini potranno trovare in alcuni Musei del Sistema, oltre alle opere d’arte, anche molti prodotti che rappresentano una sintesi dell’offerta enogastronomica di Roma. I prodotti hanno un formato ed un packaging adatto ad un consumo in viaggio e/o proposta per una idea regalo di qualità.

Sabato 21 maggio la vendita sarà avviata presso la libreria del MACRO di via Nizza, per poi coinvolgere le librerie  dell’Ara Pacis, del Museo di Roma e la Limonaia.

A disposizione un Catalogo del “Cibo dell’Accoglienza”, attraverso cui il visitatore potrà scoprire lo speciale legame tra i prodotti enogastronomici ed il territorio di appartenenza, l’importanza del valore della tradizione e della storia che rende ciascun prodotto unico e speciale così come il lavoro agricolo e artigiano che c’è dietro, per portare con sé il ricordo della sua esperienza di viaggio.

In programma, in una seconda fase, una serie di eventi organizzati in collaborazione con ARM, tra cui incontri con chef e degustazioni.  

Release date: 05/06/2016

La mostra World Press Photo, oltre che da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle 20.00, è visitabile anche tutti i venerdì fino alle 23.00.

La biglietteria chiude come sempre un'ora prima

Release date: 04/07/2016

Nella sala antistante le gallerie del primo piano del Museo, dedicate attualmente alla collezione permanente, è stata allestita una vetrina con tre piccole vedute di Roma di Gino Severini, realizzate nei primi anni del ‘900, che ben si accordano per cronologia e tematica  con gli acquerelli della Roma pittoresca di  Roesler Franz.

Le vedute sono corredate da notizie storico critiche sulla produzione artistica dell’artista e da cenni biografici.

Le opere fanno parte di una serie costituita da tre vedute di Roma “Trinità dei Monti”,  "Scorcio dei Borghi" e "Paesaggio a Villa Pamphilj",  realizzate da Gino Severini nel 1902-1903 agli esordi della sua attività artistica, nel momento in cui egli, giunto a Roma appena ventenne, entrò in contatto con Umberto Boccioni, frequentando insieme con quest'ultimo lo studio di Giacomo Balla e sperimentando la tecnica divisionista da questi acquisita, nonostante nella stagione giovanile dell'artista, cui appartiene la piccola serie del Museo di Roma in Trastevere, si siano di volta in volta avvertiti echi impressionisti (Barracelli, 1961) o ancora derivati dalla pittura “di macchia” (Pacini, 1970). Nel "corpus" di schizzi, disegni, oli, pastelli che caratterizzano la produzione pittorica di Severini in questa fase, si possono  collegare i dipinti in esposizione.

L'artista stesso afferma di essere stato attratto dai soggetti urbani fin dal suo arrivo nella capitale: "D'estate andavo al mattino presto al Pincio, oppure, la sera, mi mettevo a disegnare sotto un lampione; facevo delle prospettive di alberi, lampioni e case, con tutte quelle luci e ombre bizzarre causate dalla notte" (Vitali, 1965).

Trinità dei Monti
La veduta rappresenta sullo sfondo a sinistra parte del palazzetto posto all'inizio di via Gregoriana, in secondo piano sempre sullo stesso lato l'obelisco Sallustiano e, sulla destra, la sommità della scalinata di piazza di Spagna con lo slargo semicircolare posto di fronte alla chiesa di Trinità dei Monti.

Scorcio dei Borghi
Veduta prospettica di una delle vie del Rione XIV, Borgo, di raccordo fra le due strade parallele note come "Borgo Vecchio" e "Borgo Nuovo". Sullo sfondo si individua un tratto del passaggio su arcate conosciuto con il nome di "Passetto": la porzione di corridoio è sostenuta da un arco che inquadra lo sviluppo in profondità della strada sottostante o del suo proseguimento al di là del fornice.

Paesaggio a  Villa Pamphilj
La veduta si sviluppa secondo uno schema orizzontale. Sullo sfondo a destra è delineata sommariamente la sagoma della cupola di S. Pietro. In secondo piano, dietro una balaustra si staglia una distesa erbosa caratterizzata dalla presenza di alti cespugli.

Release date: 02/25/2016

Il nuovo frammento della Lastra 31 della Forma Urbis Severiana, di proprietà della Santa Sede, sarà ceduto a Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali in comodato d’uso a tempo indeterminato. Lo ha annunciato oggi il Direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci introducendo, all’Auditorium dell’Ara Pacis, insieme al sovrintendente capitolino, Claudio Parisi Presicce, i lavori del Convegno organizzato per illustrare i risultati delle ricerche che gli archeologi di entrambe le istituzioni hanno effettuato in maniera congiunta.

Il frammento, ricomposto con gli altri della Lastra 31 a cui appartiene, rimarrà     in esposizione nella Sala Paladino del Museo dell’Ara Pacis fino al 17 marzo.

Sinergia tra i Musei Capitolini e i Musei Vaticani

Il nuovo prezioso tassello costituisce un importante contributo alla conoscenza della topografia della Roma antica ed è il frutto della sinergia e di una sempre più proficua collaborazione tra i Musei Capitolini e i Musei Vaticani.

Il frammento della lastra 31, infatti, è stato rinvenuto durante i lavori che hanno interessato, negli anni scorsi, l’interno del Palazzo Maffei Marescotti, un edificio extraterritoriale di proprietà della Santa Sede situato in Via della Pigna. Il tassello “vaticano” consente ora una più esaustiva lettura della topografia antica dell’area dell’odierno Ghetto e del Teatro Marcello.  La Forma Urbis severiana è da secoli parte integrante delle collezioni capitoline; la ricomposizione dei contesti storico-archeologici è ritenuta di estrema importanza dalle due istituzioni che hanno, per tale ragione, avviato l’iter finalizzato a uno scambio di opere.

Un’altra tessera, dunque, è stata aggiunta all'importante mosaico che raffigura la topografia della Roma antica la quale, nonostante i numerosi frammenti disponibili, non può dirsi ancora risolta in modo definitivo e ogni nuovo elemento contribuisce ad arricchire il quadro d’insieme con ulteriori, significativi dettagli, utili ad accrescere la conoscenza della civiltà millenaria che si è sviluppata sulle sponde del Tevere. La ricollocazione di questo frammento nel suo contesto di origine si inserisce in un più ampio progetto in atto volto a sciogliere il nodo della sistemazione espositiva della pianta marmorea. Da sempre il principale problema di musealizzare la Forma Urbis è costituito dalla sua stessa mole: un numero altissimo di frammenti, la grande maggioranza dei quali non posizionabili sulla pianta cittadina. Un problema di spazio, quindi, che potrà risolversi nell'ambito del progetto, da anni in atto, di riqualificare la centralissima area del Celio.

La Forma Urbis

La pianta marmorea, o Forma Urbis severiana, è una grande planimetria di Roma antica incisa su lastre di marmo tra il 203 e il 211 d.C.  Era esposta sulla parete di un’aula nel Foro della Pace che fu in seguito inglobata dal complesso dei SS. Cosma e Damiano, che si è conservata in tutta la sua altezza ed è ancora oggi visibile a chi  percorre via dei Fori Imperiali. 

Lo studio delle tracce presenti sulla parete ha consentito di ricostruire ingombro e dimensioni della Forma Urbis: la pianta era incisa su 150 lastre di marmo applicate alla parete con perni di ferro ed occupava 18 x 13 m circa.

Si è calcolato che fossero rappresentati, su una superficie di circa 235 mq almeno 13.550.000 mq di città antica attraverso una moltitudine di sottili incisioni: tutti gli edifici di Roma, pubblici o meno, rappresentati prevalentemente al livello del suolo a una scala media di circa 1:240 (= 2 actus romani): tale cioè da permettere una rappresentazione topografica dettagliata che comprende e distingue i singoli vani degli edifici.

 A partire dal rinvenimento del primo nucleo di frammenti nel 1562 sono venuti in luce poco meno di 1200 frammenti della Forma Urbis; di questi circa 200 sono stati identificati e idealmente collocati sulla topografia moderna.

Quello che rimane oggi è circa un decimo del totale della pianta, il che equivale a circa 25.000 mq di Roma antica in gran parte ancora da identificare, da piccole schegge a settori di lastra con interi quartieri, case, portici, templi e botteghe: un panorama unico del paesaggio urbano di Roma antica ed uno dei più rari documenti che l'antichità abbia restituito.

Il nuovo frammento

Il nuovo frammento è relativo alla lastra 31 della Forma, che rappresenta l’odierna area del Ghetto, uno dei settori monumentali della città antica, dominato dal Circo Flaminio, edificato nel 220 a.C., per ospitare i ludi plebei, e sul quale si affacciavano numerosi importanti monumenti pubblici. Tra questi sono ancora oggi noti e visibili il portico di Ottavia e il teatro di Marcello. Oltre che una sezione del teatro, il nuovo frammento vaticano reca un’iscrizione che completa la dicitura Circus Flaminius, agganciandosi come il pezzo di un grande puzzle ai frammenti già noti e scoperti nel 1562.

Release date: 12/18/2015

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Release date: 11/11/2015

Al Museo di Roma in Trastevere è stato riallestito il percorso museale intitolato “Dalla tradizione alla contemporaneità. Visioni dalla città che cambia”, che mostra i cambiamenti e le persistenze nella vita sociale e quotidiana romana dall’Ottocento fino agli anni ’80 del Novecento.

Attraverso 38 opere tra dipinti, incisioni, acquerelli e un’ opera intagliata in legno, sono stati evidenziati alcuni degli aspetti più significativi della tradizione popolare romana filtrati attraverso lo sguardo degli artisti che li hanno rappresentati.

I costumi tradizionali, la religiosità, le feste e i divertimenti quali il carnevale, le luminarie e la danza del saltarello, e gli aspetti della vita quotidiana attraverso i mestieri e le attività che era possibile osservare in città, sono le sezioni che suddividono il percorso espositivo.

Tra le opere in esposizione una particolare segnalazione merita il dipinto di Vincenzo Morani (Polissena 1809-Roma 1870), Pranzo in campagna (1856), opera di grande interesse artistico e documentario (rappresenta una gita in campagna durante l’ottobrata romana, festa popolare  dove si mangiava, si beveva e si ballava il saltarello).

Infine ad illustrare la contemporaneità, attraverso le tematiche delle osterie e della convivialità di strada, sono state selezionate 30 stampe fotografiche in bianco e nero di Mario Carbone ed Emilio Gentilini, realizzate tra il 1950 e il 1980,  dove è ancora possibile osservare nella città alcune evidenti tracce di uno stile di vita tradizionale.

Release date: 11/02/2015

Il laboratorio didattico per le scuole, del 10 novembre,     "Pablo Atchugarry, Marina Milella: Dal marmo all’idea o viceversa? - Il processo creativo: l’artista domina la materia o ne è ispirato?" sarà arricchito dalla partecipazione ed esibizione del duo chitarristico di Paolo De Angelis e Lorenzo Federici (Associazione Culturale Colle Ionci).

Release date: 10/30/2015

Scegliendo il "profilo" più congeniale ad ogni visitatore: parte il 30/10/2015 la sperimentazione di CuCu3, Cultura al Cubo, l’applicazione per smartphone pensata per promuovere in maniera del tutto innovativa la fruizione del patrimonio culturale, in forma ludica e pro-attiva.
La sperimentazione è promossa dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali che, con la Direzione scientifica del Museo, ha sostenuto il progetto e fornito la necessaria documentazione e  consulenza scientifica.
CuCu3 è uno strumento che permette al visitatore di interagire con lo spazio e con le opere esposte facendo del “contenitore” e del “contenuto” un’unica esperienza culturale. Utilizzando la tecnologia beacon-bluetooth, l’APP CuCu3 riconosce la presenza del visitatore anche negli spazi interni e invia dei contenuti specifici in base al profilo scelto. Tre i profili disponibili, “Sognatore” per animi artistici e fantasiosi, “Esploratore” per chi ama vivere esperienze coinvolgenti, “Intenditore” per chi vuole scoprire curiosità e aspetti inediti.
Attraverso le interazioni e i contributi di AR (augmented reality), il visitatore potrà produrre contenuti originali e, alla fine dell’esperienza, comporre una cartolina digitale, da condividere sui social network incentivando una promozione virale del bene visitato.
Grazie all’accordo con i Musei Capitolini, la fase sperimentale sarà avviata nella meravigliosa Sala del Galata Morente di Palazzo Nuovo prima di essere estesa in altre sei sale fino a definire un percorso esperienziale e coinvolgente in uno dei siti culturali più suggestivi di Roma.
"Ancora un'esperienza innovativa per i nostri Musei capitolini  - commenta l'Assessore alla Cultura e allo Sport Giovanna Marinelli - che grazie a questa nuova APP diventeranno ancora più vicini al pubblico giovane che stiamo cercando di catalizzare verso le nostre bellezze e ricchezze. Le nuove tecnologie sono il futuro e non dobbiamo smettere di investirci per permettere così di compiere percorsi emozionali e formativi per i visitatori".
Attraverso la personalizzazione dell’esperienza culturale, CuCu3 coinvolgerà un pubblico giovane e interessato ad effettuare un percorso fuori dagli schemi, svincolato dagli itinerari esplicitamente didattici tramite uno strumento friendly e di facile utilizzo.
L’APP CuCu3 nasce dalla collaborazione tra l’impresa Superelectric srl, che da anni opera nello sviluppo di prodotti ad elevata tecnologia in ambito multimedia, l’architetto Elisa Janani, creatrice dell’APP e il partner culturale Open City Roma, promotrice dell’evento annuale di architettura Open House Roma.
Il progetto è risultato primo classificato dell’Avviso Pubblico POR FESR LAZIO 2007-2013 - ASSE 1.7 - “CREATIVI DIGITALI – SVILUPPO DI IDEE PROGETTO PER UNA FRUIZIONE INNOVATIVA DEI CONTENUTI CULTURALI - CULTURA FUTURA”, promossa da Lazio Innova per la Regione Lazio.

Per maggiori informazioni:    www.cucu3.it

Release date: 10/21/2015

Ricco, articolato, suggestivo e, anche, divertente: dai grandi capolavori della storia universale alle testimonianze artistiche e culturali meno note disseminate sul territorio o conservate nei musei, fino alle mostre in corso e ai laboratori ludico-scientifici. 

Il programma di attività e iniziative che compongono l’offerta didattica per l’anno scolastico 2015/16, proposto dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’Assessorato Politiche Educative e Scolastiche, Formazione, Gioventù, Sviluppo Periferie  e dall’Istituzione Biblioteche di Roma,  con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura è stato presentato martedì 20 ottobre, ore 16, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio.
L’invito a scoprire il calendario di incontri e laboratori per le scuole e il progetto informativo per docenti “Educare alle mostre, educare alla città” è rivolto a dirigenti scolastici, coordinatori didattici, docenti e rappresentanti d'Istituto e di classe di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Al termine dell'incontro sarà possibile partecipare ad una visita guidata ai Musei Capitolini in occasione della mostra Raffaello, Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo.
Rinnovare la tradizione, rafforzare le attività con una sempre crescente sinergia tra l’istituzione e il mondo della scuola, incrementare l’interazione tra realtà museali e territorio: questi gli elementi che caratterizzano l’offerta didattica della Sovrintendenza Capitolina. Una tradizione educativa che, dalla fine degli anni ’70, ha mantenuto intatta la sua mission, forte della gratuità dell’offerta, dell’attenzione ai contenuti scientifici e alle modalità di linguaggio in modo da avvicinare in maniera piacevole, ma consapevole, bambini e ragazzi alla conoscenza del patrimonio e  favorire la crescita culturale e individuale: conoscere  per crescere.
Ma quali sono i temi e gli obiettivi delle iniziative didattiche?
Stimolare e approfondire la conoscenza dell'arte e della storia millenaria di Roma, mettendo in rete le informazioni riguardanti i diversi aspetti del patrimonio; frequentare i musei e i luoghi dell'arte e diventare consapevoli della bellezza complessa della città, dal centro alla periferia.
Dunque, non solo conoscere e apprendere ma, soprattutto, imparare a crescere.
LE NOVITÀ DELL’OFFERTA DIDATTICA 2015-2016
o    Oltre 200 proposte articolate per ogni tipo di scuola, sui musei e sul territorio per rendere  fruibile a chiunque la lettura di un patrimonio culturale, immenso e variegato, come quello della città di Roma.
o    Una nuova modalità di consultazione on line del catalogo per ricercare facilmente un’attività, selezionando  tipologia, musei, siti del territorio. Ogni attività è accompagnata dalla relativa scheda didattica.
o    L’arricchimento dei progetti speciali per offrire ai docenti ulteriori attività di supporto.
o    Una serie di proposte multidisciplinari - nate dal lavoro “in rete” tra istituzioni diverse: museo/ territorio, biblioteche, archivio.
EDUCARE ALLE MOSTRE, EDUCARE ALLA CITTÀ. PROGETTO PER I DOCENTI
Servizio informativo/formativo gratuito destinato ai docenti, giunto quest’anno alla 5^ edizione. Secondo una formula sperimentata che garantisce  l’alto profilo educativo e formativo del programma, direttori di
museo, curatori di museo e studiosi offriranno ai docenti approfondimenti sui temi della cultura e dell’arte e sulle più importanti mostre in corso.
Una scelta ampia e ragionata per individuare gli approfondimenti più rispondenti alla ricaduta didattica in classe.
•    Oltre 50 incontri con  visite alle mostre  (“Toulouse- Lautrec”, “Mario Sironi”, “Street Art”, “Raffaello, Parmigianino, Barocci”) e approfondimenti relativi alle collezioni e alla storia della città per una diversa lettura di Roma. Di particolare interesse gli interventi sulla storia del Giubileo,  sulla Grande Guerra, sulla didattica dell’arte attraverso il gioco, e una singolare maratona di lettura di sonetti del Belli.
•    Diverse incursioni su argomenti interdisciplinari attraverso la sinergia con altre istituzioni, come l’Archivio Capitolino, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, il Dipartimento di Storia, Culture, Religioni e il Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo della Sapienza - Università di Roma, l’Istituzione Biblioteche, il Dipartimento di Architettura - Università degli Studi  Roma Tre.
•    La scienza entra quest’anno da protagonista con “EDUCARE ALLA CITTÀ: I LUOGHI DELLA SCIENZA”, per una visita virtuale lungo una ‘Roma scientifica’ non sempre immediatamente visibile. Attraverso otto incontri saranno messi in luce luoghi noti o sconosciuti al grande pubblico in cui si è svolta una parte importante della storia della scienza nazionale ed internazionale, oltre via Panisperna. Gli incontri, curati da Federica Favino e tenuti da docenti universitari saranno ospitati a rotazione presso l’Archivio Capitolino e la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea. Il Museo Zoologico e la sua storia sono parte integrante di questo ciclo.
 
PROGRAMMA VISITE E LABORATORI PER TUTTE LE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO
Il catalogo di proposte didattiche gratuite (la gratuità è dedicata alle scuole di Roma e Città Metropolitana fino ad esaurimento dei posti disponibili) offre modalità e strumenti di comunicazione puntualmente diversificati per fasce d’età, con visite alle mostre, percorsi museali guidati, passeggiate botaniche, laboratori, incontri scientifici, ludici. Gli argomenti spaziano dall’archeologia all’età contemporanea, dall’architettura alla storia, dalla scienza alle tradizioni popolari, dall’arte applicata alla botanica, dalla fotografia all’astronomia.
IN DETTAGLIO:
Incontri al museo e in città. Tra gli altri: “Le macchine e gli dei” alla    Centrale Montemartini; “La vita quotidiana romana a partire dalle rappresentazioni ottocentesche” al    Museo di Roma in Trastevere; “La storia della famiglia Torlonia” a    Villa Torlonia; “La figura di Augusto, dal mito alle origini dell’Impero” al    Museo dell’Ara Pacis; “Il viaggio nel tempo attraverso le opere e gli oggetti” del    Museo Napoleonico; “ Roma museo diffuso. Itinerari alla scoperta della città antica, della città moderna, delle ville nobiliari, dei giardini e delle passeggiate pubbliche.
Tanti  laboratori per osservare, manipolare e creare per vivere l’archeologia e l’arte oltre la mostra e attraverso l’opera, puntando sul binomio apprendimento – gioco. Fra i tanti: “Le statue a fumetti”; “Trova  Romolo e il suo corredo”; “Costruttori e ricostruttori”; “Geroglifici e cunei”, “Il piccolo erbario al giardino del Lago”, “Le anfore del Professor Dressel e molto altro ancora.
Inoltre, diversi progetti speciali, da svolgere nell’arco di una mattina: alle scuole secondarie sono dedicati percorsi tematici per una lettura della città nella storia, concepiti come cicli cronologici, articolati in percorsi tra museo e territorio. “Roma antica”, “Roma medievale”, “Roma moderna”, “Roma nell’ ‘800” e “Roma nel ‘900”, storia e memoria si dispiegano come un libro di immagini, percezioni ed emozioni sui temi affrontati in classe.
Ancora, Tra luoghi e carte permette di avvicinarsi alla storia della città e alla ricerca d’archivio attraverso itinerari integrati tra territorio e archivio Capitolino.
Leggere la città propone un doppio appuntamento con il museo e la biblioteca: una mattinata alla scoperta del
museo o del territorio e una sosta in biblioteca per ritrovare gli argomenti della visita attraverso la lettura.
Per i più piccoli infine il progetto pilota Apelettura: la Biblioteca va al Museo permetterà di far conoscere e narrare ai più piccoli il Campidoglio, i Mercati di Traiano, Piazza Navona e la Via Appia Antica.

Il catalogo è consultabile all'indirizzo     http://scuole.museiincomuneroma.it/

Release date: 09/23/2015

Giubileo. Marinelli. Nuovo progetto per l’Ara Pacis a colori con occhiali tecnologici e audio

"In vista del Giubileo abbiamo immaginato assieme alla Sovrintendenza capitolina e a Zètema Progetto Cultura un nuovo progetto di valorizzazione del nostro patrimonio culturale, dopo quello dei Fori di Piero Angela e Paco Lanciano. Abbiamo pensato all’Ara Pacis che l’anno scorso, illuminata a colori ha avuto un successo di pubblico straordinario. In quella occasione è stato approntato un modello tridimensionale dell’altare sul quale è stata applicata la restituzione del colore secondo criteri filologici e storico-stilistici, per ricreare, senza rischio per la sua conservazione, l’effetto totale e realistico della policromia originaria. Quest’anno abbiamo pensato di andare oltre e di concedere al visitatore un’esperienza più coinvolgente e immersiva con l’impiego  della realtà aumentata e occhiali tecnologici con audio. Il progetto non avrà oneri per l’Amministrazione prevedendo un piano economico la cui copertura possa essere realizzata con gli incassi per un periodo di tempo fino a tre anni”.

Release date: 08/27/2015

Il MACRO ricorda il maestro Francesco Guerrieri, scomparso lo scorso 24 agosto all’età di ottantaquattro anni.

Protagonista fin dai primissimi anni sessanta delle ricerche gestaltiche, programmate e strutturaliste, Guerrieri fonda il Gruppo 63 con Di Luciano, Drei e Pizzo. Tra le grandi mostre più recenti cui ha partecipato, oltre l’ampia sua retrospettiva nel 2012 al MACA - Museo Arte Contemporanea di Acri, ricordiamo Percorsi riscoperti dell’arte italiana 1947-2010 nella Collezione VAF/Stiftung al MART di Rovereto nel 2011; Arte Cinetica e Programmata alla GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 2012; Arte Programmata y Cinetica Italiana al MACBA Museo de Arte Contemporàneo de Buenos Aires e al MACLA de La Plata (Argentina) nel 2013 e nel 2014.

A partire dagli anni ’60-’70 fra le principali testimonianze critiche sul suo lavoro si segnalano quelle, tra gli altri, di Argan, Bonito Oliva, Celant, Menna. Sue opere sono nelle collezioni della GNAM - Galleria Nazionale d’Arte Moderna, della Quadriennale d’Arte a Roma, nella Collezione VAF/Stiftung presso il MART di Rovereto e Trento, nel MADI Museum di Dallas (U.S.A.), e in quaranta altri Musei in Italia e all’estero.

Al MACRO, il maestro aveva di recente donato la sua opera “Autoritratto Interno d’Artista”, 2015, la cui acquisizione è in corso di perfezionamento a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Release date: 04/01/2015

Dalla suggestiva area archeologica della    Villa di Massenzio alle preziose sculture conservate a due passi da Piazza Navona nel     Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco. Dal camminamento, le torri e le storie racchiuse nel    Museo delle Mura, alle opere di de Chirico, Severini, Warhol, Rivers e Manzù ospitate nel    Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese.

Sono solo alcune delle piccole realtà espositive di Roma ad ingresso gratuito, ma altre passioni e curiosità possono essere appagate continuando a percorrere gli itinerari più affascinanti della città. Come quello che dai viali di Villa Borghese conduce alle atmosfere di fine secolo della casa-studio dello scultore    Pietro Canonica o quello che porta gli appassionati di storia tra i preziosi cimeli ottocenteschi custoditi nelle sale del    Museo Napoleonico. Salendo infine al Gianicolo, teatro delle tormentate lotte della Repubblica Romana del 1849, si possono rivivere quelle tragiche giornate grazie alla narrazione immersiva del    Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina.

Oltre alla peculiare specificità espressa da ciascuna collezione permanente, in alcuni di questi otto “piccoli musei” del    Sistema Musei Civici di Roma si svolgono anche mostre temporanee, spesso strettamente collegate ai temi che contraddistinguono il sito. 

Non è sede di esposizioni invece la    Villa di Massenzio, tra il II e il III miglio dell’Appia Antica, ma  è stata la residenza dell’imperatore Massenzio, di certo uno dei più straordinari complessi archeologici del suburbio romano che comprende tra l’altro il circo, ben conservato in tutte le sue componenti architettoniche, e il mausoleo dinastico di Massenzio, noto anche come “Tomba di Romolo” dal nome del giovane figlio dell’imperatore che qui fu presumibilmente sepolto.
                                                       
Tornando verso il centro della città, a Porta San Sebastiano, la visita al    Museo delle Mura, ospitato all’interno della Porta Appia, offre l’opportunità di conoscere, con l’ausilio di plastici e pannelli didattici, le trasformazioni che le Mura Aureliane hanno subito attraverso i secoli, ma anche le vicende storiche e i personaggi che si sono succeduti in questi spazi. Estremamente suggestivo è il percorso all’interno del camminamento di ronda e delle torri che si innalzano ogni 30 metri.
                                                             
Proseguendo nella scoperta degli otto piccoli tesori museali, l’ingresso in una nuova dimensione è quanto promette un sito affascinante posto sulla sommità del Gianicolo, che ha in Porta S. Pancrazio la sua virtuale porta del tempo: il    Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina. Inoltrandosi nelle sue sale, con l’ausilio di tecnologie multimediali coinvolgenti, è possibile ascoltare alcuni dei protagonisti della straordinaria stagione rivoluzionaria del biennio 1848-49, riviverne da testimoni oculari l’atmosfera attraverso i racconti in viva voce di vicende, personaggi e ideali di quei tormentati anni di lotta.
                                                                           
Un’autentica nuova era invece quella esposta nel    Museo di Casal de’ Pazzi, nato dal ritrovamento di una zanna d’elefante nel 1981 durante i lavori di urbanizzazione della zona di Rebibbia. Da qui un’indagine archeologica su un’area di oltre 1.200 mq ha portato alla luce il tratto di un antico alveo fluviale. Nel giacimento sono stati scoperti più di 2000 fossili animali, appartenenti a specie impensabili oggi nella campagna romana (l’elefante antico, l’uro, l’ippopotamo, il rinoceronte), ma anche un frammento di cranio e oltre 1.500 manufatti in selce che testimoniano la contemporanea presenza di uomini.
                                                                                          
Si torna ad una splendida realtà infine con il    Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, dove in un prezioso ambiente architettonico cinquecentesco, situato tra Piazza Navona e Campo de’ Fiori, si è conservata intatta una straordinaria raccolta di sculture antiche formata tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 da Giovanni Barracco, barone calabrese di antica nobiltà. Attraverso 400 tra opere e frammenti ben scelti, di altissima qualità, il collezionista ci conduce in un percorso affascinante che tocca l’arte egizia, assira, cipriota, etrusca, greca e romana, fino a qualche esemplare di arte medievale.

Release date: 11/12/2014

Visitors prize “Keys to Rome: The City of Augustus,” an exhibition promoted by Roma Capitale, the Department of Culture, Creativity, and Artistic Promotion of the Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali and by the Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC) of the CNR.

The increased numbers of entrances—both paid and free—during the months of September and October in 2014 in comparison to the same months in 2013 demonstrate the success of the current exhibition on Augustus in addition to the reopening of the restored Great Hemicycle.

The popularity of the exhibition along with the public’s response prompted us to create a new version of the digital catalog of the Augustan exhibition in both Italian and English (due to the high number of foreign visitors), which now includes five evocative films that introduce the city of Rome in the Augustan age. 

The new pendrives will be offered to the public at the same price of 7 euro; those who have already purchased the electronic catalog can have it updated with the additional material by contacting the staff of the Museo dei Fori Imperiali      (info@mercatiditraiano.it).

Vi aspettiamo numerosi per continuare il racconto su Roma, l’Impero, la sua Storia!

Settembre  2013              7.802                    

Settembre  2014              10.488 (con una Giornata Europea del patrimonio a ingresso gratuito)

Ottobre      2013               8.158                    

Ottobre     2014                9.878

Release date: 11/11/2014

Ignazio Roberto Marino, Mayor of Rome, has signed today with Francesco Starace, CEO and General Manager of Enel, a Memorandum of Understanding that will extend the agreement to develop the cultural programme "The Hidden Treasure of Rome", signed in May 2014 by Enel Green Power (EGP) and the City of Rome, to the entire Enel Group.

The ceremony, held in Rome's Piazza del Campidoglio, was also attended by the City of Rome's Councillor for Culture, Giovanna Marinelli, the Cultural Heritage Capitoline Superintendent, Claudio Parisi Presicce and the CEO of EGP, Francesco Venturini.

"The Hidden Treasure of Rome" represents the very first agreement making it possible for researchers from around the world to access the entire collection of works from the Ancient Rome that in the past were only partially studied.

For over a century, hundreds of thousands of historical artefacts dating back to before the founding of Rome have been carefully preserved in more than a thousand crates at the Municipal Antiquarium of the Capitoline Museums. These artefacts have also been exceptionally exhibited in the past, without being properly studied.

Thanks to this agreement, artefacts never documented before will be liberated from storage, allowing them to be taken overseas and, for the first time, studied and analysed by the world's most high-profile universities and museums selected by the Capitoline Superintendence. Once the artefacts have been thoroughly examined and catalogued they will be returned to Rome, ready to be displayed in major exhibits.

The project was launched in May 2014 with Enel Green Power and has already enabled 249 black-gloss ceramic artefacts, part of the hall V collection of the old Antiquarium Complex of Parco del Celio, to be taken to Missouri University in the USA, which has set up a special research and study programme run under the supervision of the Capitoline Museum curators.

Projects with other major US universities with the aim of replicating this model are currently at their definition stage.

In the coming years the project will be extended even further with the involvement of the entire Enel Group, thanks to its presence in 30 countries.

A great many of the world's leading museums and university archaeology and art history departments will be involved, to help devise targeted study and research programmes for these treasures, as well as promoting them with exhibitions and other events.

Enel Green Power will also be sponsoring the restoration work on the Hall of Emperors in the Capitoline Museums' Palazzo Nuovo.

The new Memorandum of Understanding confirms the Enel Group's commitment to support the proposals made by the curators of the Capitoline Museums for the restoration and highlighting of sites of archaeological interest such as the Antiquarium complex, in the Parco del Celio, which has been closed since 1939.

Release date: 07/03/2014

Due prestigiose opere arricchiscono, dal 1 luglio, la Sala del Medioevo, al primo piano di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini: lo Stendardo di San Giorgio e l’affresco staccato della Madonna con Bambino. La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali realizza così la prima musealizzazione delle due opere, oggi inserite all’interno del percorso dei Musei Capitolini e in precedenza esposte in spazi che non ne permettevano la fruizione al pubblico. “Due capolavori – ha dichiarato il sovrintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce - finalmente resi visibili al pubblico grazie al finanziamento privato che, da qualche anno, supporta il Museo nelle sue attività di promozione e di valorizzazione”. “Lo Stendardo di San Giorgio – ha spiegato il sovrintendente -  ha un significato storico, legato ai rapporti tra Roma e il Vaticano, perché arrivato in Campidoglio grazie alla donazione di Paolo VI nel 1966 in occasione della sua visita, la prima da parte di un Papa al Campidoglio dopo la firma dei Patti Lateranensi”. 

Il restauro dello Stendardo (che misura 420 cm x 280 cm ed era esposto in Palazzo Senatorio nella Sala delle Bandiere) è stato curato dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, senza spese per l’Amministrazione, fatta eccezione per il trasporto dell’opera. La vetrina che lo contiene, appositamente studiata per la sua conservazione, è stata realizzata nel 2014 dalla ditta Goppion grazie a una elargizione liberale da parte del giornale giapponese ‘The Mainichi Newspapers’. L’Amministrazione ha avuto il solo onere relativo al nuovo telaio mentre le operazioni del trasferimento dal vecchio al nuovo telaio sono state eseguite dalle restauratrici dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro senza oneri di spesa e con l’aiuto del personale dell’area conservazione di Zètema Progetto Cultura.

L’affresco staccato della Madonna con Bambino era esposto dal 1949 nell’aula Giulio Cesare, a circa 10 metri da terra sulla parete breve dell’Aula di Giulio Cesare, sopra l’omonima statua. Nel 2012, per motivi di conservazione e temendo la possibilità del collasso del supporto, si è deciso di rimuoverlo e di restaurarlo. Il restauro è stato realizzato dalla CBC Conservazione Beni Culturali, tra settembre 2012 e gennaio 2013, finanziato con i fondi per la messa a reddito e la valorizzazione di Sovrintendenza. Il nuovo supporto per l’esposizione dell’affresco nella sala è stato realizzato nel maggio 2014 da Articolarte, su progetto degli architetti Francesco Stefanori e Lucia Pierlorenzi mentre l’apparato didattico è stato rinnovato da Artiser. Anche i finanziamenti per il nuovo supporto e per l’apparato didattico provengono da fondi per la messa a reddito e la valorizzazione del patrimonio della Sovrintendenza.

Le due opere vanno a integrare e completare il rinnovamento che ha riguardato la Sala del Medioevo nel 2009, quando i suoi ambienti sono stati restaurati e arricchiti con la Statua di Carlo d’Angiò di Arnolfo di Cambio.

La Sala occupa uno dei tre ambienti edificati sopra il portico interno del Palazzo dei Conservatori tra il 1570 e il 1572. L’architetto Giacomo della Porta ne curò i lavori nell’ambito degli interventi di rinnovamento dell’edificio, iniziati a partire dal 1563 su progetto di Michelangelo. Sul portale di accesso della sala si conserva l’iscrizione “SCRIPTURARUM PUBLICARUM CUSTODIA”, in riferimento alla sua originale destinazione d’uso come archivio delle scritture pubbliche del Popolo Romano. La volta è stata dipinta a tempera nella seconda metà dell’Ottocento con temi decorativi ispirati alle ceramiche greche ed etrusche della collezione Castellani, acquisita in quegli anni dal Museo. 

Lo Stendardo di San Giorgio 

Lo Stendardo di San Giorgio, datato alla fine del Duecento, è il più antico esemplare di bandiera realizzata in seta e cuoio noto in Italia. Conservato originariamente a Roma nella Basilica di San Giorgio al Velabro, dove nell’VIII secolo papa Zaccaria aveva destinato la reliquia del cranio del Santo, veniva appeso a un’asta orizzontale ed esposto nelle processioni civili e religiose che scandivano i momenti salienti della vita della città. Lo stendardo, probabilmente commissionato da Jacopo Caetani Stefaneschi (Roma 1270 circa - Avignone 1343), cardinale titolare della basilica di San Giorgio al Velabro dal 1295 al 1301, è realizzato in sottile seta rossa e ornato con ricami ed elementi applicati in cuoio argentato, dorato e dipinto, conserva tracce della raffigurazione dell’episodio più famoso della vita di San Giorgio, tratto dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine della metà del Duecento: l’uccisione del drago e la liberazione della principessa. Nella parte superiore si sono potuti ricostruire alcuni elementi originali della scena: San Giorgio a cavallo atterra e trafigge con una lunga lancia un drago alato al cospetto della principessa, mentre in lontananza, tra i merli delle torri di un castello stilizzato, si affacciano i genitori della fanciulla che assistono alla scena. In alto, al centro, corre l’iscrizione in lettere capitali gotiche: “S(anctus) Geor(g)ius”, mentre l’orlo inferiore termina con lunghe strisce rettangolari, o “code”, orlate di vari colori. La raffinata manifattura delle figure sul fondo di seta rossa, realizzate con inserti in seta di diverso colore, consentiva in origine la visione della scena da entrambi i lati. Trasferito ai primi del Novecento dal Velabro al Vaticano, lo Stendardo è giunto a noi grazie al delicato restauro cui fu sottoposto presso i Musei Vaticani nel 1934. Il prezioso cimelio fu donato al Comune di Roma nel 1966 da Papa Paolo VI, in occasione della sua visita ufficiale in Campidoglio. Nel 1992 è stato affidato all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma per un complesso intervento di restauro.

L’affresco staccato della Madonna con il Bambino in trono

Ne la Madonna con il bambino in trono, affresco della fine del XV secolo - inizio del XVI secolo realizzato dai collaboratori della Bottega di Antoniazzo Romano, la Madonna è raffigurata nella tradizionale iconografia di “Madre di Dio”. Seduta su uno scranno marmoreo, regge sul ginocchio sinistro il Bambino nella posa del “Salvator Mundi” (Salvatore del mondo): vestito di una lunga tunica, regge nella mano sinistra il globo, simbolo del dominio universale, mentre la mano destra è sollevata in atto benedicente. La particolare solennità di questa iconografia suggerisce che l’affresco sia stato eseguito per un committente che desidera mettere in evidenza la regalità universale di Cristo. L’opera è stata originariamente staccata dalla sede originaria – forse una chiesa – probabilmente alla fine del secolo XIX. Lo stile sembra rimandare alla bottega di Antoniazzo Romano, l’artista che negli ultimi decenni del Quattrocento diffonde a Roma il linguaggio pittorico del Rinascimento toscano: in questo affresco si notano – soprattutto nella particolare dolcezza del viso di Maria – diversi punti di contatto con la pittura umbra di fine Quattrocento, molto apprezzata a Roma (si pensi ad esempio agli affreschi di Pinturicchio nella cappella Bufalini della chiesa dell’Aracoeli).   

Release date: 06/24/2014

Special audio guides for children and their families at the Capitoline Museums.

Finally, a service especially designed for "young visitors". The great emperor Marcus Aurelius, with his cute and witty steed called Lampo, will welcome children in the Museum. Riding through the halls, telling  jokes, stories, and sharing moments of inspiration and emotion, children will rise to the challenge that is offered to them, "Are you ready to become a true emperor?"

Available from June 25, 2014 in Italian and English at a cost of € 4,00 (Recommended age: 6-12 years)

Release date: 06/11/2014

A due anni dall’ingresso dei Musei Capitolini nel Google Art Project, il Sistema Musei Civici di Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (gestione servizi museali di Zètema Progetto Cultura) aderisce con 14 nuove sedi museali alla piattaforma sviluppata dal Google Cultural Institute per promuovere la conoscenza dei più importanti musei del mondo: Google Art Project.

Google Art Project ospita ora 15 siti musealie archeologici del Sistema Musei Civici di Roma, valorizzando le specificità di ognuno:    Musei Capitolini,    Centrale Montemartini,    Mercati di Traiano,    Museo dell'Ara Pacis,    Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco,    Museo della Civiltà Romana,    Museo delle Mura,    Museo di Roma,    Museo Napoleonico,    Casa Museo Alberto Moravia,    Galleria d'Arte Moderna,    Museo Carlo Bilotti,    Museo Pietro Canonica,    Museo di Roma in Trastevere,    Musei di Villa Torlonia.

Dopo    l’Annunciazione di Garofalo dei Musei Capitolini, 7 nuove opere sono state fotografate e caricate online ingigapixel dando la possibilità di osservare ad altissima definizione - con circa 7 miliardi di pixel a disposizione - dettagli impossibili da vedere ad occhio nudo: i doni offerti dal defunto rappresentati nella lunga iscrizione in geroglifico nella    Stele del Dignitario Nefer (Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco); i frammenti di colore sui tasselli del    Mosaico con scene di caccia da Santa Bibiana (Centrale Montemartini); i volti degli spettatori e i fantastici costumi per il    Carosello a Palazzo Barberini in onore di Cristina di Svezia (Museo di Roma); i particolari dell’abito e dei gioielli indossati da    Elisa Bonaparte Baciocchi con la figlia Napoleona Elisa (Museo Napoleonico); le pennellate infuocate di rosso nel    Cardinal Decano di Scipione; lo sguardo scettico e partecipe di    Alberto Moravia nel ritratto di Guttuso (Casa Museo Alberto Moravia) e, infine, le tonalità pietrificate dell’olio di de Chirico    Archeologi misteriosi (Museo Carlo Bilotti).

Su    www.google.com/artproject 15 gallery fotografiche, per un totale di 800 immagini, raccolgono le opere più significative delle singole collezioni museali di Roma. Un immenso patrimonio che potrà essere utilizzato da studenti, turisti e semplici curiosi, desiderosi di navigare tra i capolavori dei musei romani, ma anche di scoprirne i tesori più nascosti.

Al Galata morente o ai dipinti di Guercino, Caravaggio e Rubens dei Musei Capitolini si aggiungono ora le antiche sculture ospitate dalla Centrale Montemartini; i capolavori di Mafai, Afro e Balla della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale; i reperti risalenti all’età augustea, flavia e traianea dei Mercati di Traiano; le opere di de Chirico, il Warhol e il Rivers del MuseoBilotti; il plastico di Roma del Museo della Civiltà Romana; le opere di Caffi e Batoni del Museo di Roma e, ancora, i reperti di arte egizia, cipriota, greca, romana e le preziose lastre assire del Museo Barracco; le opere d’arte e i cimeli legati alla famiglia Bonaparte del MuseoNapoleonico; marmi, bozzetti e studi del Museo Canonica e, infine, le opere ospitate dai Musei Villa Torlonia, da Casa Moravia, dal Museo delle Mura, dal Museodell’Ara Pacis e dal MuseodiRoma in Trastevere.

Infine, da oggi è possibile visitare virtualmente le sale di 12 musei del sistema grazie alla tecnologia Street View che consente di muoversi a 360° e avvicinarsi alle opere, approfondendole con le schede di dettaglio.

Google Art Project, parte di Google Cultural Institute, è una piattaforma online attraverso cui il pubblico di tutto il mondo può accedere a immagini ad alta risoluzione delle opere d'arte più importanti messe a disposizione dai musei partner dell'iniziativa, con l’obiettivo di “democratizzare” l'accesso alla cultura e promuovere la sua conservazione per le generazioni future.

Il progetto, lanciato a febbraio 2011 in collaborazione con 17 musei conta oggi oltre 63.000 opere e 345 partner e il numero è destinato a crescere.

Su    www.google.com/artproject i visitatori della piattaforma possono sfogliare le opere in base a: nome dell'artista, titolo illustrativo, tipo di arte, museo, paese, collezioni, e periodo temporale. Facebook, Twitter, Google+ e video sono integrati nella piattaforma, consentendo agli utenti di invitare i loro amici a vedere e discutere le loro opere preferite. Tra le altre funzioni a disposizione degli utenti, ‘Le mie Gallerie” permette di salvare viste specifiche delle opere d'arte selezionate e di costruire la propria galleria personale. I commenti possono essere aggiunti a ogni dipinto e l'intera galleria può essere condivisa con gli amici. Inoltre, la funzione 'Confronta’ consente di esaminare due opere d'arte “fianco a fianco” nella stessa schermata, per vedere più da vicino come lo stile di un artista si è evoluto nel tempo, collegare le tendenze artistiche, o osservare in profondità due particolari di un’opera.

Google Art Project si qualifica quindi come un tool digitale che permette agli utenti collegati da ogni parte del mondo di avvicinarsi alle opere d’arte, ai reperti storici e ai manufatti artistici, con un semplice “click”, scoprendone i dettagli più nascosti.

In Italia, tra i musei partner, le Gallerie degli Uffizi (anche con Street View), Palazzo Vecchio, Firenze, i Musei Capitolini, il Museo Poldi Pezzoli e il Museo Diocesano di Milano, il Museo Archeologico di Ferrara, i Musei di Strada Nuova di Genova, la Fondazione Musei Senesi, la Venaria Reale (anche con Street View) di Torino e, a Venezia, ben 6 musei della Fondazione Musei Civici di Venezia - Palazzo Ducale, Museo Correr, Ca’ Rezzonico, Ca’ Pesaro, Palazzo Mocenigo e Museo del Vetro di Murano - oltre a Palazzo Grassi (anche con Street View).

Sistema Musei Civici di Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (gestione servizi museali di Zètema Progetto Cultura).

Release date: 06/10/2014

After 20 years the Mausoleo di Romolo reopens for the public and can be now visited without reservation.

Release date: 07/23/2013

Anche il Museo Napoleonico si arricchisce di uno strumento in più per godere le collezioni e gli ambienti che le ospitano: il tour virtuale.

tourvirtuale.museonapoleonico.it

Con un semplice movimento del mouse, i visitatori possono passeggiare nel museo, avvicinarsi alle opere e apprezzarne i dettagli, approfondendo la visita con gallerie fotografiche e video.

Il Virtual Tour è realizzato in altissima risoluzione ed è fruibile anche in modalità a tutto schermo.

Release date: 10/02/2012

Nasce il nuovo tour virtuale dei Mercati di Traiano per apprezzare le strutture e opere del museo.

Grazie a questo strumento è possibile navigare fra gli ambienti più belli, approfondirne la storia e le opere contenute con foto in alta risoluzione.

tourvirtuale.mercatiditraiano.it

Release date: 01/16/2012

MiC Roma, the application designed for the Civic Museum Network of Rome, is now available on iPhone and Android Smartphones.

http://app.museiincomuneroma.it

For more information please visit:

iPhone:http://itunes.apple.com/it/app/mic-roma/id492614208?mt=8

Android:https://market.android.com/details?id=it.sebina.roma.musei

Release date: 12/16/2011

Promotion and fusion are the two buzzwords of RomÆxhibit / Art and Exhibitions in Rome, a new system – and a new network – of museums and exhibition spaces embracing the city's numerous public and private cultural and exhibition venues for the very first time in Italy. The aim of the initiative is to make these spaces more user-friendly and to ensure an increasingly high-quality programme of exhibitions throughout the year, in an effort to fuel the interest of the city's permanent and temporary residents, from the merely curious to the dedicated scholar and student.

www.romaexhibit.it

Release date: 07/25/2011

I Musei in Comune aderiscono al circuito RomÆxhibit /Art and Exhibitions in Rome, il Sistema espositivo della città di Roma promosso dall'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale. Il sistema coinvolge gli enti culturali pubblici e privati della città e nasce con la finalità di garantire una programmazione condivisa, un'elevata qualità delle proposte e la non sovrapposizione delle inaugurazioni.

www.museiincomuneroma.it/servizi/romaexhibit

Release date: 08/02/2010

The Virtual Tour of the Capitoline Museums – a Zètema Progetto Cultura production developed by HQuadro using the immersive virtual reality technology – is fully interactive and multimedia, and employs sophisticated processing techniques and photo-montage. Take a virtual walk into the halls of the museum. Use your mouse for a 360-degree view, up and down and zoom in to see works of art in detail: sculptures, paintings, architectural details, facings, ceilings and floors.
This high resolution Virtual Tour can also be played in full screen mode.
A total of 45 areas were surveyed for 71 different hot spots (points of view).
The multimedia section contains a photo gallery and an audio and video guide of the room.
Use the interactive maps and the drop-down menu to move around the museum.
All contents of the Virtual Tour have been provided by the direction of the Capitoline Museums in order to enhance the user's experience.

Scientific committee: Civic Museums Network – Rome Department of Cultural Affairs and Communication – Superintendent of Cultural Heritage of the City of Rome.

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